Giorgia
Meloni rilancia Fratelli d’Italia e gela chi vorrebbe “riaprire An”:
“Quello è il passato e noi siamo già gli eredi”. Poi critica pidiellini e
Cav: “Dovevano avviare il ricambio, così il partito si è inchiodato ai
destini personali di Silvio…”.
L’eredità. Berlusconi “avrebbe dovuto
passare il testimone e investire in una nuova generazione. I dirigenti
vanno scelti dal popolo, non dalle segreterie”. Sono stanca di un
centrosinistra e di un centrodestra che non possono fare a meno di
Berlusconi. Noi abbiamo sollevato il tema del dopo Cav da un pezzo.
L’intervista a Libero di Tommaso Montesano.
Giorgia Meloni ha visto i manifesti che
sono apparsi a Roma, quelli con il logo di An e la scritta «scongeliamo
il simbolo»? «Li ho visti, ma la prospettiva di rifare An mi interessa
poco. Così come non credo al ritorno di Forza Italia, non credo a quello
di An. I miei obiettivi, e quelli di Fratelli d’Italia, sono altri».
Quali? «Rimanere fedele a quelle idee, ma radicarle nel futuro». In che modo? «Rendendole maggioritarie attraverso una sintesi con culture diverse dalla mia».
Così ad Atreju, la festa dei giovani di destra, avete lanciato l’Officina per l’Italia.
«L’Officina sarà il laboratorio, aperto a tutti quelli che vogliono
ricostruire il centrodestra e che oggi sono delusi dal Pdl, che Fratelli
d’Italia mette a disposizione di chiunque intenda proseguire il viaggio
verso un nuovo movimento fondato su regole certe, primarie ad ogni
livello, congressi e rigetto del tatticismo che subordina le posizioni
politiche ai sondaggi».
E quale sarà l’approdo dell’Officina? «La stesura di un manifesto politico e culturale in grado di delineare il nuovo perimetro di Fratelli d’Italia».
Quindi Fratelli d’Italia non è destinato a confluire in una nuova An? «Fratelli d’Italia è già la nuova An. Noi puntiamo ad allargarlo, a rafforzarlo, non certo a chiuderlo».
Ad Atreju si sono rivisti alcuni vecchi colonnelli di An come Gianni Alemanno e Adolfo Urso. Riunione di famiglia in vista?
«Fratelli d’Italia offre a tutti coloro che vogliono ricostruire un
centrodestra credibile, pieno diritto di cittadinanza. Le nostre porte
sono aperte. Non facciamo selezioni anagrafiche privilegiando
esclusivamente l’età, ma nessuno può pensare di vantare una corsia
preferenziale in base al proprio curriculum».
Che intende dire? «Che
in Fratelli d’Italia tutti dovranno misurarsi con lo strumento del
consenso. La selezione per gli incarichi non la faccio io, ma i
cittadini».
Ai suoi ex colleghi del Pdl fischieranno le orecchie. Lei aveva chiesto le primarie anche in caso di presenza di Berlusconi. «Il Pdl avrebbe dovuto capire l’importanza di avere dirigenti scelti dal proprio popolo e non dalla segreteria del partito».
L’Opa sui pidiellini ex An è iniziata? «Abbiamo fondato Fratelli d’Italia per recuperare gli elettori delusi dal Pdl, non i singoli esponenti».
Ma che effetto le fanno i suoi ex colleghi di An pronti ad aderire a Forza Italia? «Una
decisione poco comprensibile, che non condivido. Per me la coerenza
viene prima dei posizionamenti personali. Spero che siano in buona fede,
convinti di quello che stanno facendo».
Ad Atreju lei si è dichiarata stanca di continuare a parlare di Silvio Berlusconi. E la base ha applaudito.
«Sono stanca di una politica paralizzata in attesa della decisione del
Senato sulla sua decadenza; di un centrosinistra e di un centrodestra
che non possono fare a meno di Berlusconi. Noi abbiamo sollevato il tema
del dopo Cavaliere già da un pezzo».
Cosa dovrebbe fare Berlusconi?
«Avrebbe già dovuto passare il testimone per investire in una nuova
generazione. Una generazione che lui avrebbe dovuto accompagnare.
Invece…».
Invece? «Adesso Berlusconi rischia che il Pdl sia legato al suo destino personale. Che eredità politica lascerà il Cavaliere?».
Intanto potrebbe lasciare le elezioni anticipate. In quel caso con chi starebbe Fratelli d’Italia? «Difendiamo il bipolarismo e siamo di centrodestra, ma dipenderà dalle regole e dalle forze in campo».